Sabato 15 Ottobre ci siamo recati, accompagnati dalla prof.ssa di Lettere, a visitare la mostra "Coltan insanguinato nel tuo cellulare". Impressionati e stupefatti per ciò che avevamo visto e ascoltato, tornati in classe abbiamo scritto la cronaca dell'evento con una intenzione precisa: comunicare a chi ancora la ignorasse, la tragica storia di uomini, donne e bambini congolesi sfruttati per un pugno... di Coltan. Coltan radioattivo = COLombite + TANtalite
Una storia drammatica
Donne, uomini bambini congolesi costretti a estrarre il Coltan per sopravvivere alla miseria: senza protezioni e strumenti adeguati rischiano la vita.
Casalpusterlengo. Dove finiscono i nostri cellulari quando li buttiamo? Chi li smaltisce, sa che al loro interno ci sono dei componenti tossici? Da dove proviene il metallo con cui vengono fabbricati quei componenti?
Queste sono le domande che i ragazzi della 2^C della scuola media “Griffini” si sono posti, visitando la mostra “Coltan insanguinato”, allestita da alcuni volontari casalini del gruppo "Ad gentes" con materiale raccolto e prestato dal gruppo missionario dei Saveriani.
Nei nostri cellulari, computer, ipod e iphone ci sono dei condensatori fabbricati con il tantalio, un metallo nero, molto duro e resistente, ottimo conduttore di elettricità. Il tantalio si estrae per raffinazione dal coltan (30 % di colombite + 70 % di tantalite), una sabbia nera, radioattiva, presente in rocce, pietre la cui riserva mondiale si trova per l' 80% nelle miniere della Repubblica democratica del Congo.
Le famiglie congolesi estraggono il coltan con strumenti rudimentali e senza alcuna protezione; soprattutto bambini e i ragazzi sono impegnati in questo lavoro perché le loro mani, essendo più piccole, riescono ad estrarre meglio il minerale dalle piccole buche. Ne deriva che i bambini congolesi non vanno a scuola, non giocano, non si riposano, non fanno sport, non possono dedicarsi ai loro interessi perché devono lavorare nelle miniere di Coltan.Bambini, ragazzi, adulti, invece, sono impegnati in altre sfide: camminare per 12-24 ore su un terreno impervio con 50-60 kg di coltan sulle spalle o sulla schiena per raggiungere i punti di raccolta. Durante il percorso subiscono le angherie dai militari, che di fatto controllano il commercio del coltan: insulti, furti delle poche cose possedute tra le quali la razione giornaliera di coltan e purtroppo per le donne vi è il pericolo dello stupro.
Nel 2000 è stato esportato dal Congo circa il 60-70 % del coltan in Germania,in Belgio e in Kazakistan e l'estrazione di questo metallo ha comportato l'esodo forzato di interi villaggi: famiglie intere costrette ad abbandonare le loro case per raggiungere le miniere.I maggiori clienti del coltan sono le grandi multinazionali che producono cellulari e prodotti di alta tecnologia come Nokia, Sony ,IBM ,Ericsson, Siemens, Bayer ,Intel e Hitachi e che, negli ultimi 15 anni, hanno ricevuto coltan necessario per le loro attività.
Verso la fine del 1998 il governo congolese non ebbe più il controllo dello stato e dal quel momento in poi i movimenti ribelli alimentano il mercato nero: COLTAN in cambio di ARMI.
Queste organizzazioni militari utilizzavano e, utilizzano tuttora, la paura come arma di guerra, assoldando i ragazzi e i bambini nelle loro milizie. Con la vendita delle armi molti villaggi si riempirono di fucili, bazooka, mitragliatrici e di BAMBINI SOLDATO: una vera e propria economia di guerra che ha contribuito a causare la morte di 6 milioni di civili e più di 1.500.000 sfollati.
Ci siamo chiesti, dopo la visione della mostra, cosa avremmo potuto fare per aiutare i bambini, i ragazzi, le donne e gli uomini congolesi. Sicuramente diffonderemo le notizie che ci arrivano dal Congo a quante più persone possibili perchè vengano a conoscenza di ciò che sta accadendo a intere famiglie che desiderano solo la PACE.Parlarne, pensiamo, è un modo per scuotere l'indifferenza dell'opinione pubblica o dei media che non sono interessati a pubblicare queste notizie scomode. Parlarne, discuterne, riflettere anche per aprire il cuore e la mente di chi non immagina che questi eventi possano succedere.
Possiamo anche fare altro: evitare di acquistare con frequenza i cellulari solo per avere l'ultimo modello in tasca, ricordando che un uso consapevole e sostenibile del cellulare, potrebbe salvare la vita a un nostro coetaneo congolese.
Paolo, Davide, Mattia e i GriffinidellaSecondaC






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