1. L'acqua è un dono di natura?
Sì, noi riceviamo l'acqua gratuitamente dalla natura. E' nostro dovere usare questo dono secondo le nostre esigenze di sotentamento, mantenerlo pulito e in quantità adeguata.
2. L'acqua è essenziale alla vita.
L'acqua è la fonte della vita per tutte le specie.Tutte le specie e gli ecosistemi hanno diritto alla loro quota di acqua sul pianeta.
Sì, noi riceviamo l'acqua gratuitamente dalla natura. E' nostro dovere usare questo dono secondo le nostre esigenze di sotentamento, mantenerlo pulito e in quantità adeguata.
2. L'acqua è essenziale alla vita.
L'acqua è la fonte della vita per tutte le specie.Tutte le specie e gli ecosistemi hanno diritto alla loro quota di acqua sul pianeta.
3. La vita è interconnessa mediante l'acqua
L'acqua connette tutti gli esseri umani e ogni parte del pianeta attraverso il suo ciclo. abbiamo il dovere di assicurare che le noster azioni non provochino danni ad altre specie e ad altre persone.
4. L'acqua deve essere gratuita per le esigenze di sostentamento.
Poichè la natura co concede l'uso gratuito dell'acqua, comprarla, venderla per ricavarne profitto viola il nostro insito diritto al dono della natura e sottrae ai poveri i loro diritti umani.
5. L'acqua è limitata e soggetta a esaurimento
se usata in maniera non sostenibile, come il prelevarne più di quanto la natura possa rifonderne (non sostenibilità ecologica) e il consumarne più della propria legittima quota (non sostenibilità sociale).
L'acqua connette tutti gli esseri umani e ogni parte del pianeta attraverso il suo ciclo. abbiamo il dovere di assicurare che le noster azioni non provochino danni ad altre specie e ad altre persone.
4. L'acqua deve essere gratuita per le esigenze di sostentamento.
Poichè la natura co concede l'uso gratuito dell'acqua, comprarla, venderla per ricavarne profitto viola il nostro insito diritto al dono della natura e sottrae ai poveri i loro diritti umani.
5. L'acqua è limitata e soggetta a esaurimento
se usata in maniera non sostenibile, come il prelevarne più di quanto la natura possa rifonderne (non sostenibilità ecologica) e il consumarne più della propria legittima quota (non sostenibilità sociale).
6. L'acqua deve essere conservata
Ognuno ha il dovere di conservarla e usarla in maniera sostenibile, entro limiti ecologici ed equi.
Ognuno ha il dovere di conservarla e usarla in maniera sostenibile, entro limiti ecologici ed equi.
7. L'acqua è un bene comune
Non è un'invenzione umana. E' per natura un bene comune. non può essere posseduta come proprietà privata e venduta come merce
Non è un'invenzione umana. E' per natura un bene comune. non può essere posseduta come proprietà privata e venduta come merce
8. Nessuno ha il diritto di distruggerla
Nessuno ha il diritto di impiegare in eccesso, abusare, sprecare o inquinare l'acqua. I permessi di inquinamento commerciabili violano il principio dell'uso equo e sostenibile.
Nessuno ha il diritto di impiegare in eccesso, abusare, sprecare o inquinare l'acqua. I permessi di inquinamento commerciabili violano il principio dell'uso equo e sostenibile.
9. L'acqua non è sostituibile.
E' diversa da altre risorse e prodotti. Non può essere trattata come una merce.
Quelli che avete letto, sono i principi che stanno alla base di un concetto importante e che noi ci sentiamo di sottoscrivere: il diritto di avere acqua pulita per tutti, diritto che deve essere garantito a tutti i cittadini. E' diversa da altre risorse e prodotti. Non può essere trattata come una merce.
Chi ha scritto questi principi, che ormai sono riconosciuti dall' O.N.U e sono alla base di tutti i documenti europei e internazionali che cercano di tutelare l'acqua come diritto?
E' arrivato il momento di parlare di Vandana Shiva, una delle scienziate più famose al mondo. Attivista per i diritti e ambientalista, è tra le figure più prestigiose che si battono a livello internazionale contro la privatizzazione dell'acqua. Shiva ha vinto il premio Nobel alternativo per la pace nel 1993 ed è direttore della Research Foundation for Science, Technology and Natural Resource Policy.
I nostri compagni di terza media hanno letto e commentato in classe brani tratti dal libro scritto dallo scienziato, intitolato " Le guerre dell'acqua" e pubblicato in Italia nel 2004 in cui l'autrice sostiene che l'acqua deve rimanere un bene pubblico e necessita di una gestione comune.
Nella recensione del nostro compagno Strefano, l'acqua come bene pubblico viene considerata un diritto già nell'antichità; legislatori come Giustiniano nelle Institutiones indicano che l'acqua e altre fonti naturali sono beni pubblici: "Per legge di natura questi elementi sono comuni a tutta l'umanità: l'aria, l'acqua dolce, il mare, e quindi le sponde del mare".
In paesi come l'India, lo spazio, l'aria, l'acqua e l'energia sono tradizionalmente considerati esterni ai rapporti di proprietà. Gli Stati Uniti hanno avuto molti sostenitori dell'acqua come bene comune. "L'acqua e' un elemento mobile, itinerante, e deve pertanto continuare a essere un bene comune per legge di natura", scriveva William Blackstone, "così che io posso averne solo una proprietà di carattere temporaneo, transitorio, usufruttuario"; Francesco d'Assisi nel suo cantico la definisce " pura, utile et casta" e anche i nativi americani la chiamano "sorella" e figlia della madre terra e quindi noi che siamo suoi fratelli le dobbiamo rispetto, ma soprattutto non "la possiamo" vendere.
Dopo la lettura della recensione e la visione dell'intervista, ci siamo chiesti una domanda: Perché il libro è intitolato "Le guerre dell'acqua?"
IGriffinidellaTerzaedellaSecondaC
In paesi come l'India, lo spazio, l'aria, l'acqua e l'energia sono tradizionalmente considerati esterni ai rapporti di proprietà. Gli Stati Uniti hanno avuto molti sostenitori dell'acqua come bene comune. "L'acqua e' un elemento mobile, itinerante, e deve pertanto continuare a essere un bene comune per legge di natura", scriveva William Blackstone, "così che io posso averne solo una proprietà di carattere temporaneo, transitorio, usufruttuario"; Francesco d'Assisi nel suo cantico la definisce " pura, utile et casta" e anche i nativi americani la chiamano "sorella" e figlia della madre terra e quindi noi che siamo suoi fratelli le dobbiamo rispetto, ma soprattutto non "la possiamo" vendere.
Dopo la lettura della recensione e la visione dell'intervista, ci siamo chiesti una domanda: Perché il libro è intitolato "Le guerre dell'acqua?"
IGriffinidellaTerzaedellaSecondaC





