mercoledì 30 marzo 2011

Una mostra: l'acqua ai nostri tempi

Venerdì 25 Marzo 2011, le classi prime, seconde e terze della nostra scuola hanno incontrato nell'auditorium la referente dell'Associazione dei Fratelli dell'uomo, la dottoressa Arianna Garlappi che ha coinvolto gli alunni a riflettere sui temi proposti dalla mostra "L'acqua ai tempi della sete".
Dopo un brainstorming iniziale, commissionato a tutte le classi e commentato dalla referente, un video tematico, uno spot pubblicitario e la presentazione di dati statistici hanno innescato il dibattito, che è stato serrato e interattivo. Ecco le risultanze, sintetiche, ma significative per riflettere su un problema che già oggi coinvolge l'uomo e l' l'ambiente: l' emergenza idrica.

1. Un terzo della popolazione del mondo sta vivendo in regioni minacciate da scarsità d'acqua

2. Solo 16 persone su 100 possono aprire un rubinetto e veder scorrere acqua potabile, priva di agenti patogeni e di sostanze inquinanti, per bere, cucinare e lavarsi.
3. 84 persone su 100, invece, devono cercarla, spesso molto lontano dalle abitazioni, presso fonti dove la disponibilità è scarsa e la qualità scadente.

4. Ogni giorno 30.000 persone muoiono per cause connesse alla scarsità d'acqua o alla sua cattiva qualità e igiene.

5.
6000 i bambini che muoiono ogni giorno per carenza o cattiva qualità dell'acqua.

6. Sono i paesi in via di sviluppo i primi a patire la scarsità del prezioso elemento, ma ciò è dovuto soprattutto a carenza di tecnologia, come accade nell'Africa sub-sahariana, che pur avendo la disponibilità di acque freatiche dolci non è attrezzata per prelevarle.

7. E' proprio l'irrigazione ad essere la più avida d'acqua, richiedendo il 74 % di tutta quella prelevata dai fiumi, dai laghi e dagli strati acquiferi.

8. Nel solo 2000, 7.200 chilometri cubici di acqua sono stati usati per irrigare i campi da cui trarre il cibo. Entro il 2050, lo sviluppo demografico, porterà ad un aumento a 11.000-13.500 chilometri cubici.

9. Bisogna dare più valore all'acqua: l'acqua non deve essere vista come una risorsa inesauribile, ma deve essere trattata come un prodotto limitato".

Alla fine dell'incontro, il nostro compagno Matteo C., ha posto una domanda: " Quali sono le cause dell'emergenza idrica?
Prima di rispondere e di tentare delle ipotesi, vi proponiamo le foto dell'incontro.

                                    IGriffini dellaPrimaedellaSecondaC



venerdì 25 marzo 2011

Una mostra: L'acqua ai tempi della sete

Anche noi abbiamo contribuito a sostenere l'acqua e la Giornata Mondiale che le è dedicata con ... una mostra allestita nei locali della nostra scuola e intitolata "L'acqua ai tempi della sete".
Vi raccontiamo i fatti. Il papà di una nostra compagna, referente dell'Associazione "Fratelli dell'uomo" per la Lombardia, ha proposto di allestire una mostra nei locali della scuola, ideata e pensata per focalizzare l'attenzione sull'acqua, una risorsa che nelle nostre società contemporanee è considerata sempre più una merce e non un diritto comune.

"L'acqua ai tempi della sete" è una mostra fotografica itinerante che illustra l'importanza della risorsa acqua, le differenti modalità di accesso nel mondo a questa risorsa, le disuguaglianze Nord/Sud nella gestione di un bene comune che continua ad essere sprecato e inquinato, soprattutto nei paesi ricchi.

La mostra è il risultato di un concorso pubblico fotografico che racconta con gli sguardi della “gente comune”, la percezione dell’acqua come elemento trasversale in tutti i luoghi della Terra.
che aiuta il visitatore ad avvicinarsi al tema dell’acqua come risorsa-diritto e a interrogarsi sugli atteggiamenti di spreco e di cattiva gestione che ancor oggi caratterizzano i comportamenti individuali e le politiche degli Stati.

La mostra è stata allestita dai nostri compagni Rosi, Mattia, Camilla e Stefano, mentre il volantino di presentazione è stata una realizzazione collettiva.


La mostra sarà aperta agli studenti della Scuola Media Griffini e della Scuola Primaria da Lunedì 21 Marzo a Sabato 2 Aprile 2011 in orario scolastico.

La mostra è uno strumento di sensibilizzazione della Campagna Mondiale sull'Acqua, Water for life.


Nel ringraziare "Fratelli dell'uomo", già nostri amici, vi invitiamo a visitare la
mostra.
 
IGriffinidellaPrimaedellaSecondaC

martedì 22 marzo 2011

La Giornata mondiale dell'acqua

Oggi, 22 Marzo, ricorre la diciottesima Giornata Mondiale dell'Acqua, istituita dall' ONU nel 1992e ufficializzata nel 1993 per ricordarci che
- 1,6 miliardi di persone nel mondo non hanno ancora accesso all’acqua potabile;
- 2,6 miliardi di persone non hanno accesso ai servizi igienico-sanitari di base;
- 5 milioni di persone muoiono ogni anno per malattie legate all’acqua;
- 1,8 milioni di bambini muoiono ogni anno per malattie connesse alla mancanza d’acqua potabile (4.900 bambini al giorno, in 8 mesi tutti i bambini d’Italia).

I dati ( dal sito http://www.cipsi.it/ ) sono impressionanti nonostante tra quattro anni scadrà il termine stabilito dagli Obiettivi di Sviluppo del Millennio che prevedono entro il 2015 una sensibile riduzione della mortalità causata dall'acqua infetta:

"Dimezzare entro il 2015 la percentuale di persone che non hanno un accesso sostenibile all’acqua potabile e ai servizi fognari "
Nel 2005 la Giornata Mondiale dell'acqua è coincisa con il lancio del
Decennio Mondiale dell'Acqua "Water for life" 2005-2015 i cui temi centrali legati all'acqua sono: cibo, sanità, ambiente, prevenzione dei disastri, energia, conflitti legati acque internazionali, siccità, cultura, inquinamento ed agricoltura.
Il tema della Giornata Mondiale dell'acqua di quest'anno è " Water for city: Responding to the Urban Challenge" ed è stato scelto per rispondere alla sfida dei cambiamenti che avvengono nei territori altamente urbanizzati, per incoraggiare i governi, le organizzazioni, le comunità e gli individui ad impegnarsi attivamente


per affrontare le sfide
della gestione delle acque urbane.
L'obiettivo della Giornata Mondiale dell'Acqua 2011, è focalizzare l'attenzione internazionale sulle conseguenze di una rapida crescita della popolazione urbana, sulle conseguenze dell'industrializzazione e sulle incertezze causate dal cambiamento climatico, dai conflitti e dalle calamità naturali sui sistemi idrici urbani.





                                                         IGriffinidellaPrimaC

sabato 12 marzo 2011

Sviluppo: I diritti... dell'acqua

1. L'acqua è un dono di natura?
Sì, noi riceviamo l'acqua gratuitamente dalla natura. E' nostro dovere usare questo dono secondo le nostre esigenze di sotentamento, mantenerlo pulito e in quantità adeguata.


2. L'acqua è essenziale alla vita.
L'acqua è la fonte della vita per tutte le specie.Tutte le specie e gli ecosistemi hanno diritto alla loro quota di acqua sul pianeta.
3. La vita è interconnessa mediante l'acqua
L'acqua connette tutti gli esseri umani e ogni parte del pianeta attraverso il suo ciclo. abbiamo il dovere di assicurare che le noster azioni non provochino danni ad altre specie e ad altre persone.

4. L'acqua deve essere gratuita per le esigenze di sostentamento.
Poichè la natura co concede l'uso gratuito dell'acqua, comprarla, venderla per ricavarne profitto viola il nostro insito diritto al dono della natura e sottrae ai poveri i loro diritti umani.

5. L'acqua è limitata e soggetta a esaurimento
se usata in maniera non sostenibile, come il prelevarne più di quanto la natura possa rifonderne (non sostenibilità ecologica) e il consumarne più della propria legittima quota (non sostenibilità sociale).
6. L'acqua deve essere conservata
Ognuno ha il dovere di conservarla e usarla in maniera sostenibile, entro limiti ecologici ed equi.
7. L'acqua è un bene comune
Non è un'invenzione umana. E' per natura un bene comune. non può essere posseduta come proprietà privata e venduta come merce
8. Nessuno ha il diritto di distruggerla
Nessuno ha il diritto di impiegare in eccesso, abusare, sprecare o inquinare l'acqua. I permessi di inquinamento commerciabili violano il principio dell'uso equo e sostenibile.
9. L'acqua non è sostituibile.
E' diversa da altre risorse e prodotti. Non può essere trattata come una merce.
Quelli che avete letto, sono i principi che stanno alla base di un concetto importante e che noi ci sentiamo di sottoscrivere: il diritto di avere acqua pulita per tutti, diritto che deve essere garantito a tutti i cittadini.
Chi ha scritto questi principi, che ormai sono riconosciuti dall'
O.N.U e sono alla base di tutti i documenti europei e internazionali che cercano di tutelare l'acqua come diritto?
E' arrivato il momento di parlare di Vandana Shiva, una delle scienziate più famose al mondo. Attivista per i diritti e ambientalista, è tra le figure più prestigiose che si battono a livello internazionale contro la privatizzazione dell'acqua. Shiva ha vinto il premio Nobel alternativo per la pace nel 1993 ed è direttore della Research Foundation for Science, Technology and Natural Resource Policy.



I nostri compagni di terza media hanno letto e commentato in classe brani tratti dal libro scritto dallo scienziato, intitolato " Le guerre dell'acqua" e pubblicato in Italia nel 2004 in cui l'autrice sostiene che l'acqua deve rimanere un bene pubblico e necessita di una gestione comune.
Nella recensione del nostro compagno Strefano, l'acqua come bene pubblico viene considerata un diritto già nell'antichità; legislatori come Giustiniano nelle Institutiones indicano che l'acqua e altre fonti naturali sono beni pubblici: "Per legge di natura questi elementi sono comuni a tutta l'umanità: l'aria, l'acqua dolce, il mare, e quindi le sponde del mare".
In paesi come l'India, lo spazio, l'aria, l'acqua e l'energia sono tradizionalmente considerati esterni ai rapporti di proprietà. Gli Stati Uniti hanno avuto molti sostenitori dell'acqua come bene comune. "L'acqua e' un elemento mobile, itinerante, e deve pertanto continuare a essere un bene comune per legge di natura", scriveva William Blackstone, "così che io posso averne solo una proprietà di carattere temporaneo, transitorio, usufruttuario"; Francesco d'Assisi nel suo cantico la definisce " pura, utile et casta" e anche i nativi americani la chiamano "sorella" e figlia della madre terra e quindi noi che siamo suoi fratelli le dobbiamo rispetto, ma soprattutto non "la possiamo" vendere.
Dopo la lettura della recensione e la visione dell'intervista, ci siamo chiesti una domanda: Perché il libro è intitolato "Le guerre dell'acqua?"


                             IGriffinidellaTerzaedellaSecondaC

martedì 8 marzo 2011

Sviluppo: "Per amore dell'acqua"

"Per amore dell'acqua" è un docu-film che i nostri compagni di terza hanno visto lo scorso anno scolastico per approfondire il problema dell'emergenza idrica  e delle cause che la determinano sia nel Nord che nel Sud del mondo. Come sappiamo, questo è un problema mondiale, anzi riguarda tutti noi, come sostiene la regista del film nonché giornalista Irena Salina.
Basta scorrere le prime sequenze del film, per comprendere il ruolo che ha avuto l'acqua per la sopravvivenza del nostro Pianeta Terra, il quale " per milioni di anni ha purificato, usato, riciclato e preservato l'acqua."Non così si sono comportati gli uomini che nell'ultimo mezzo secolo " hanno avvelenato le falde acquiferi, hanno inquinato fiumi e inaridito i mari." Quali sono e saranno le conseguenze? 

Leggiamo insieme la recensione della nostra compagna Martina che, dopo la visione del documentario, ha compreso che "se le abitudini dell'uomo non cambieranno da subito, davvero potremo in pochi anni giungere a un punto di non ritorno", come stanno dicendo scienziati, ricercatori di diversi paesi e tutti quelli che amano l'acqua perchè la considerano un valore.

Per l'acqua inquinata muoiono nel Sud del mondo circa 2 milioni di persone all'anno e soprattutto i bambini sotto i cinque anni. Anche in America, il 40% dei casi di malattie attribuite all'influenza e o ai virus gastici in realtà sono dovuti all'acqua inquinata dai composti chimici come pesticidi, scarti delle industrie chimiche, addirittura belliche, di allevamento.  
L'acqua viene inquinata, ma si cerca anche di privatizzarla soprattutto nei paesi del Sud del mondo come Il Perù, la Bolivia, il Sud Africa, l'IndiaLe grandi multinazionali come la Suez, la Vivendi si sono proposte di risolvere il problema della crescente scarsità d'acqua appaltando la rete di distribuzione e facendo pagare l'acqua agli abitanti che ne vogliono usufruire.Con il pretesto di " distribuire acqua potabile e pulita ai villaggi rurali", le multinazionali hanno dismesso i pozzi, i sebatoi costruiti dalla popolazione, hanno chiuso fontane e rubinetti pubblici a cui potevano accedere gratuitamente le persone. Ora in certi paesi, come la Bolivia, gli abitanti di un villaggio devono comprare i gettoni per comprare l'acqua.
La domanda è quasi ovvia:"E chi non possiede i soldi per pagare l'acqua?" L'acqua, per queste multinazionali, è diventata una merce che rende enormi profitti, anzi si può dire che l'acqua è diventata una industria globale da 400 miliardi di dollari, la terza dopo l'industria della elettricità e del petrolio.
Eppure si potrebbe distribuire l'acqua o renderla potabile senza grandi investimenti tecnologici,
 come ci insegna uno scienziato indiano che ha costruito per il suo villaggio nativo un impianto di sterilizzazione e di potabilizzazione basato sul filtraggio dell'acqua attraverso i raggi ultravioletti, cioè sfruttando la luce solare : l'acqua pulita non ha provocato più dissenteria nei bambini e negli adulti e la qualità della vita è migliorata; l'acqua dispensata agli animali ha diminuito il tasso di mortalità del bestiame e migliorato la qualità dei cibi.



Gli abitanti del villaggio, a turno, hanno imparato a manutentare gli impianti e a riparare i guasti... a costo zero. Ci chiediamo: perché questi micro-progetti non vengono finanziati e diffusi anzichè privilegiare faraonici progetti di distribuzione dell'acqua che oltrettutto danneggiano anche l'ambiente?
Forse non abbiamo ancora la consapevolezza che l'acqua non è un bene illimitato. Come dice la regista del film " Non possiamo più permetterci di dare ancora per scontata l'acqua. Il futuro dei nostri figli e di tutte le specie del pianeta dipende da questa nostra consapevolezza e dal fatto che le azioni concrete messe in atto dai cittadini sono in grado di fare la differenza."
Io ci ho riflettuto e voi?


                                       IGriffinidellaTerzaedellaPrimaC

 
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