mercoledì 30 novembre 2011

Lezioni di dizione

E dopo lo screenplay della leggenda Il nostro progetto  prevedeva l'apprendimento di alcune tecniche di lettura espressiva (teatrale è un parolone!) per interpretare le parti dialogate dei personaggi protagonisti della leggenda e le parti assegnate al Narratore.
Oltre a leggere in modo foneticamente corretto, il nostro compito è consistito nel tradurre con la voce la personalità dei personaggi (una nonna molto paziente, quattro nipoti molto bambini e curiosi, un narratore pedante e presuntuoso).

Come abbiamo operato? Guidati dai nostri proff. di Lettere, Musica e Scienze Matematiche, abbiamo individuato e segnato sul testo della leggenda gli elementi che potevano aiutarci a leggere con espressività il testo in modo che l'ascoltatore non solo comprendesse i contenuti del testo ma si divertisse a scoprire la trama coinvolgendosi nella narrazione.  

Abbiamo paragonato il testo della leggenda a un testo musicale e come in un pentagramma si trovano annotazioni come allegro, andante, rallentato, pianissimo, anche noi abbiamo inserito alcune note a margine o sopra le righe del testo che ci aiutassero a interpretetare il testo.
Nelle ore di compresenza, ma anche a casa, ci siamo esercitati a leggere per migliorare la nostra dizione e raggiungere una lettura più fluida, soprattutto una lettura da cui potesse emergere il carattere dei personaggi. A questo scopo ogni alunno, poichè tutta la classe è stata coinvolta, ha costruito il suo "spartito" sotto la guida dei proff.

Come esempio, prima di salutarvi, vi proponiamo in formato .pdf  lo spartito del Narratore, un personaggio fondamentale nella narrazione della leggenda, tento che assume il ruolo di "motore dell'azione."

                                               IGriffinidellaSecondaC



martedì 29 novembre 2011

Una sceneggiatura... leggendaria


Cari blogger della Griffini (ma non solo!),

in attesa del nostro audiobook, non vi piacerebbe sfogliare un libro che contiene una storia avvincente, sceneggiata da un'intera classe e commentata da foto d'autore? Allora, non vi resta che cliccare sull'icona del libro digitale e ... a voi la conclusione...

  Buona lettura e buona visione!

                                                  IGriffinidellaSecondaC


domenica 27 novembre 2011

Dentro un'antica leggenda: terza premessa

Ed ora? Ed ora proseguiamo la narrazione del nostro progetto, il racconto di una fase importante che ci ha visti impegnati per buona parte del mese di Ottobre. Una terza premessa vi porterà dentro il cuore della nostra attività...

                               Terza Premessa

A Casalpusterlengo, nelle aule della classe 2^C, mentre leggevamo insieme con i proff. l'edizione definitiva della leggenda, ci è venuta l'idea di interpretarla a più voci.




Da qui il passo è stato breve perchè la nostra idea ha preso forma e dimensione, trasformandosi in un compito che ci ha impegnati non solo nelle ore di Contemporaneità di Scienze e di Matematica, ma anche nelle ore curricolari di Lettere, di Musica e di Tecnica: la realizzazione di un audiobook della leggenda, un media da ascoltare su vari supporti (i-phone, i-pad, lettore mp3, lettore CD per PC) e in qualsiasi momento: in poltrona, in macchina, a letto, durante una passeggiata, mentre ci si reca a scuola o a al voro.

L'obbiettivo?
Far conoscere ai cittadini di Casalpusterlengo (ma non solo) eventi della storia locale utilizzando la forma testuale della narrazione leggendaria.Come è nel nostro stile, vi puntualizziamo gli step dell'attività  e cominciamo dal primo che è stato molto faticoso, ma forse più creativo: 

1. La sceneggiatura della leggenda, un testo riscritto e impostato graficamente perché potesse facilitare la lettura dialogata ed espressiva. Le difficoltà incontrate? Scrivere dialoghi diretti in modo che il registro comunicativo si adeguasse ai personaggi e precisare sempre  il contesto della narrazione per permettere all'ascoltatore di comprendere le azioni, le descrizioni, le riflessioni dei personaggi. 
2. L' inserimento del testo
in un modello grafico di sceneggiatura che ha permesso di creare lo stoyboard. il modello è quello usato dagli sceneggiatori italiani (all'italiana) che scrivono la narrazione nella sua interezza oltre alle indicazioni del tono, del ritmo, del registro con cui si interpretano le battute.


3. La correzione del testo dai refusi, dagli errori ortografici, lessicali e dalle informazioni contraddittorie o non pertinenti.
4. L'impaginazione della sceneggiatura in formato libro attraverso il software Publisher: che fatica!
5.La selezione delle foto scattate durante l'estate e nel corso del progetto e il loro inserimento nel modello grafico. Naturalmente le foto sono state compresse, ridimensionate e posizionate utilizzando le funzioni degli Strumenti Immagine.


Ogni step dell'attività è stato storicizzato sulla tabella di marcia e valutato. Vi proponiamo la tabella di marcia che utilizziamo sia in formato tabella sia in formato .pdf. A presto!                                                           
                                          IGriffinidellaclasseSecondaC


sabato 26 novembre 2011

La riscrittura della leggenda


Cari blogger della Griffini ( e non solo),
oggi pubblichiamo il nostro secondo libro, la riscrittura della leggenda, un testo rielaborato da noi alunni e destinato alla lettura dialogata o alla lettura teatrale. Vi ricordiamo anche che l'attività si colloca in un progetto ampio dal nome evocativo
"Dentro un'antica leggenda", tutt'ora in corso di svolgimento.

Basta con le chiacchiere! Siete d'accordo? Allora facciamo silenzio per immergerci nella lettura e per gustare con gli occhi le illustrazioni. Sperando che dopo la lettura, siate più felici, come sempre  vi diciamo...
Buona lettura!

                                                   IGriffinidellaSecondaC 


mercoledì 23 novembre 2011

Una seconda premessa

Oggi vi "tocca" leggere un'altra storia, anzi un altro episodio della storia del nostro nuovo progetto.
Beh, dopo la pubblicazione del nostro primo libro ci è venuta l'idea di riscrivere il testo della leggenda, di farne un'altra versione in Italiano, per diffonderla a un pubblico vasto come quello degli studenti e dei cittadini di Casalpusterlengo.Un altro libro, insomma, e pure illustrato con i nostri disegni.
Per farvi comprendere le fasi del lavoro che ci ha impegnati da Aprile 2010 a Settembre 2011, vi proponiamo la scheda del libro, molto sintetica perché desideriamo che, incuriositi e avvinti dal titolo, leggeste d'un fiato il libro.

Titolo: La leggenda del lago Gerundo e del terribile mostro Tarantasio
Autori: la classe 2^C ( autore collettivo)
Collana: I libri della Scuola media Griffini
Genere: leggenda
Casa Editrice: La Biblioteca che c'è 
Illustrazioni: la classe 2^C ; Tecnica: collage tridimensionale su cartoncino bianco A3
Stampa: Ottobre 2011;  Ristampe: 2012, 2013, 2014 (speriamo!)
Luogo di Stampa: laboratorio di Informatica della Scuola S.S.S. 1° "Saverio Griffini"
I Narratori: il Narratore pedante, la nonna Maria, i nipoti Giorgio, Marco, Elena
Protagonista: il paludoso e melmoso Lago Gerundo
Antagonista: il terribile mostro Tarantasio ( e pure assassino)
L'eroe: il bel cavaliere
Il mezzo magico: la spada del bel cavaliere e il bel cavallo del bel cavaliere
Le vittime: i bambini
Tempo della vicenda: l'Alto Medioevo, ma in qualunque tempo
Trama: è la storia di un mostro-rettile che abitava nelle acque melmose di un antico lago lombardo e che uccideva i bambini e se li mangiava come moschini...
Morale: il lavoro dell'uomo ("il tanto sgobbare") contribuisce al progresso della società e sconfigge anche le difficoltà che sembrano insuperabili: malattie, guerre, catastrofi naturali... anche le magie
Tag: leggenda, malaria, bonifica, palude, tritone, fantasia, sabbie mobili, monaci, Visconti.
Punto di vista narrante: alternanza del narratore interno (voce fuori campo) e del narratore esterno onnipresente
Incipit: descrizione dell'ambiente: "
Immaginate un tramonto di Giugno in campagna: il sole a semicerchio che taglia l’orizzonte e che si amalgama con il verde del frumento acerbo... "
Struttura narrativa: intreccio attraverso l'inserimento di flasback e alternanza di sequenze narrative, dialogate, descrittive; storia nella storia

Finale: lieto fine; chiuso.

Sappiamo che volete immergervi nella lettura del libro, ma dovrete aspettare il prossimo post... Intanto che aspettate, guardate il reportage fotografico che testimonia il nostro "lavoro".
                                                    IGriffinidellaSecondaC

                   

mercoledì 16 novembre 2011

La "cossa" de Taràntasi e de Gerundo

Cari blogger della Griffini (e non solo),

dopo avervi narrato l'inizio del nostro nuovo progetto e illustrato la prima fase, restiamo in silenzio. Perché?

Desidereremmo che deste un'occhiatina al nostro primo libretto, alla nostra prima pubblicazione. Anzi, che sfogliaste il nostro primo "prodotto", realizzato con Calameo, un software che permette di leggere un libro in formato sfogliabile.

                                         Buona lettura!


     Alessia, Blanka, Milena, Susanna e IGriffinidellaSecondaC







La "cossa" del mustor Tarantàsi e del lagh Gerundo

venerdì 11 novembre 2011

Una leggenda in dialetto "casalino"

In questo post vi narreremo la "genesi" di un piccolo testo che la classe ha deciso di scrivere e pubblicare, dopo che lo scrittore dialettale Aldo Milanesi ci ha fatto dono della versione in dialetto casalino della leggenda. Naturalmente stiamo parlando della leggenda del " Lago Gerundo e del mostro Tarantasio".
Quali sono state le fasi dell'attività?
Innanzitutto la classe è stata divisa in intergruppi per facilitare lo svolgimento dei compiti. Ogni intergruppo è stato formato con un criterio approvato da tutta la classe: incentivare la conoscenza reciproca tra alunni che non avevano mai lavorato insieme.
Successivamente il testo dialettale è stato letto a voce alta dai compagni esperti nella pronuncia del dialetto casalino. Abbiamo scoperto che il dialetto è parlato ancora nelle famiglie casaline, soprattutto dai nonni e occasionalmente dai genitori. Tutti gli alunni hanno concordato che questa evoluzione del volgare, ormai risulta difficilmente comprensibile, anche se molti termini dialettali, richiamano foneticamente il corrispettivo termine italiano.
Dopo aver sottolineato i termini e le espressioni sconosciute, le frasi complesse dal punto di vista sintattico, ci siamo dedicati alla parafrasi letterale del testo, applicando, le seguenti procedure:
a. suddivisione del testo in sequenze in base al criterio: cambiamento delle azioni
b. ricerca del significato dei termini dialettali per mezzo del vocabolario bilingue Italiano-Dialetto casalino, scritto e pubblicato dal maestro Milanesi. Ad esempio, il termine "cossa" significa "favola, storia" e non "cosa" come noi tutti abbiamo pensato.
c. riordine corretto delle frasi dialettali secondo la sequenza soggetto-predicato-oggetto-complementi: anche in questo caso la grammatica ci ha aiutati a risolvere alcune difficoltà sintattiche.
d. traduzione parola per parola, cercando di rispettare il significato denotativo di termini ed espressioni e cercando di essere fedeli allo stile dello scrittore.
e. revisione collettiva delle parafrasi, leggendo a voce alta i testi per sottoporli alla valutazione degli intergruppi.
Il lavoro è stato faticoso, ma divertente, anche perchè ci ha permesso di scoprire una lingua che ora conosciamo un po' di più.
Nelle ore di compresenza, i testi prodotti sono stati elaborati con un software per costuire opuscoli e libretti: Publisher.
Insieme alla prof. di Lettere e di Scienze Matematiche, abbiamo deciso di utilizzare come illustrazione della copertina un disegno che raffigura il mostro Tarantasio e che ha vinto un concorso indetto dal sito: Lago Gerundo. Premio Letterario.
Abbiamo scoperto che l'illustratore si è ispirato alle illustrazioni di un naturalista del 1600, Ulisse Aldovrandi, che scrisse un trattato sui draghi e sui serpenti.


Ci è piaciuto così tanto, questo disegno, che lo utilizzeremo come logo e come immagine simbolo di tutte le nostre pubblicazioni.
                                                      IGriffinidellaSecondaC


domenica 6 novembre 2011

Dentro un'antica leggenda: una prima premessa


Tarantasiolampo, gifChi è il mostro Tarantasio? Dove si trova il lago Gerundo? Perché occuparci di un mostro che è vissuto in un lago ormai prosciugato? E ancora:vi è qualche relazione tra il lago Gerundo e il Brembiolo  o tra il mostro Tarantasio e il Brembiolo? E, perché abbiamo deciso di narrarvi la leggenda del suddetto mostro, famoso in tutto il Lodigiano, nel Bergamasco, nel Cremonese e nel Bresciano?
Adeguate risposte, richiedono adeguate premesse  e pertanto dobbiamo fare un passo indietro.

                                   Prima Premessa
 


 A Casalpusterlengola nostra città, scorre il Brembiolo che è stato osservato e studiato da un gruppo di studenti nel corso del triennio scolastico 2009-2011.
Sono state individuate
le coordinate geografiche,
analizzate le componenti
morfo-geologiche
; è stata
monitorata la qualità
delle sue acque
attraverso
analisi chimiche, è stata
ricercata l'etimologia del
suo nome
e disegnato il suo
percorso: tutto il materiale del progetto è stato pubblicato su questo blog di classe.

 A Casalpusterlengo, passeggiando -sulle rive rimboschite del Brembiolo- durante un’uscita didattica per fotografare con gli occhi il paesaggio e  trovare l’ispirazione poetica, abbiamo incontrato il maestro Milanesi esperto dialettologo e cultore di storia locale.
Sapute le nostre intenzioni, ci ha dato l’appuntamento a scuola per narrarci una leggenda molto nota e diffusa nel Lodigiano e anche a Casalpusterlengo: “La leggenda del mostro Tarantasio e del Lago Gerundo”.
E, il 21 Febbraio 2011 nell'auditorium della scuola, il maestro ci ha regalato la sua versione della leggenda, un testo scritto in dialetto casalino, battuto a macchina, non una qualsiasi macchina per scrivere, ma bensì la famosa Olivetti lettera 24 che inchiostra i tasti dei caratteri attraverso nastri bicolori... ormai difficilmente reperibili. Ebbene?
Abbiamo incontrato il maestro ad Aprile e a Maggio, mese in cui l'abbiamo sottopostao a una lunga intervista, che a breve pubblicheremo.
Terminiamo questa premessa, pubblicando la foto dell'incontro che segna l'inizio del nostro Nuovo progetto. Buona visione!

                                    IGriffinidellaclasseSecondaC


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