domenica 24 ottobre 2010

Nelle acque del Brembiolo...

Ieri la nostra prof. di Scienze Motorie ci ha segnalato che, nel tratto di Brembiolo che scorre dietro la sua casa, si possono vedere e prelevare molluschi bivalvi... di enormi dimensioni, giganteschi, se vogliamo utilizzare un lessico non propriamente scientifico. Pubblichiamo alcune foto, scattate dalla prof. di Lettere, accorsa subito sul posto.

Il marito della prof.ssa di Scienze Motorie, ex insegnante e biologo, ci ha riferito che questi animaletti hanno sempre abitato le acque del Brembiolo, infatti, quand'era ragazzo come noi, vedeva i contadini e le persone che abitavano lungo le rive del Brembiolo che andavano a catturare i molluschi con i retini, perchè questi bivalvi costituivano il cibo soprattutto per chi viveva in povertà.
"Quello che stupisce" ci ha riferito il prof.," è la dimensione, quasi decuplicata rispetto ai molluschi che stavano sul fondo fangoso del Brembiolo negli anni 50'-60'".

Qual è la spiegazione? Tre ipotesi, da verificare, discusse insieme:

Unio pictorum classificazione scientifica
Regno:Animalia
Phylum:Mollusca
Classe:Bivalvia
Ordine:Unionoida
Famiglia:Unionidae
Genere:Unio
Specie:U. pictorum

1.I molluschi sono in realtà Unio pictorum, classificati da Linneo nel 1758: molluschi bivalvi d'acqua dolce della famiglia Unionidae,
diffusi in Europa (da Wikipedia).

2. I molluschi Unio costituiscono la fauna preferita dagli acquariofili che comprano questi animaletti per abbellire l'acquario e per creare
un fondo naturale.
Probabilmente qualche incauto acquariofilo casalino ha smontato l'acquario e si è liberato dei molluschi buttandoli nel Brembiolo.

3. I molluschi hanno colonizzato le acque del Brembiolo ben adattandosi a un ambiente ricco di nutrimento organico sedimentatosi negli anni. Al proliferare delle sostanze organiche hanno contribuito i pesticidi e i fertilizzanti usati dagli agricoltori, le deiezioni dei maiali di allevamento (nel passato per la pulizia delle vasche veniva utilizzata l'acqua del Brembiolo), gli scarichi di alcune fabbriche che producevano oli vegetali (ora non più) e gli scarichi civili di alcune abitazioni che in passato non erano collegati alla rete fognaria.

Che dire? Quella che ci sembrava una eco-notizia si è rivelata una contro-notizia sullo stato delle acque del Brembiolo, e allora ritorna una delle domande iniziali che ha orientato il nostro progetto: qual è lo stato di salute delle acque del nostro Brembiolo?
Ve lo documenteremo in uno dei prossimi post...

                                     IGriffinidellaprimaC

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